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Bosone di Higgs scoperto anche da scienziati pavesi   versione testuale

La conferenza del Cern in diretta al Dipartimento di Fisica


I risultati della ricerca del bosone di Higgs con i dati raccolti nel 2011 e nel 2012 al Large Hadron Collider (LHC) sono stati presentati in un affollatissimo seminario che si è tenuto al CERN di Ginevra, ritrasmesso nell¹Aula Giulotto del Dipartimento di Fisica dell¹Università di Pavia.
All¹evento erano presenti il rettore Angiolino Stella e numerosi giovani ricercatori e studenti. Al seminario è seguita una vivace fase di dibattito che ha permesso di approfondire il significato dei risultati presentati.
Gli esperimenti ATLAS e CMS hanno entrambi, e indipendentemente, mostrato che il segnale individuato a dicembre 2011 è chiaramente confermato con un¹evidenza statistica sufficiente a dichiarare la scoperta di una nuova particella che sembra compatibile con un bosone di Higgs. Questo apre una nuova pagina della ricerca scientifica fondamentale. I risultati presentati, sebbene ancora preliminari, costituiscono una pietra miliare per la comprensione della natura, e aprono la strada a un programma di studi di precisione volti a definire l¹esatta natura della nuova particella. In tale processo infatti si potrebbe scoprire che il bosone di Higgs è diverso da quello previsto dal Modello Standard, misurandone le proprietà ed evidenziando possibili deviazioni rispetto alle previsioni del Modello, come atteso da alcune teorie che lo estendono.
Il Dipartimento di Fisica dell¹Università e la Sezione di Pavia dell¹Istituto Nazionale di Fisica Nucleare sono stati protagonisti al più alto livello nel percorso, durato più di venti anni, che ha portato a questo fondamentale risultato scientifico. Il personale di ricerca di entrambe le Istituzioni, supportato con dedizione ed entusiasmo dai servizi tecnici e da quelli amministrativi, si è distinto non solo per la professionalità del lavoro svolto, altamente riconosciuto in ambito internazionale, ma anche per le elevate posizioni di responsabilità ricoperte all¹interno di collaborazioni ognuna delle quali conta più di 3mila scienziati. Non è stato raro vedere in questi anni un fisico pavese alla guida di un gruppo di lavoro di 30 Istituzioni internazionali e di più di 200 ricercatori.
 All'incontro in Aula Giulotto, oltre al rettore Stella, erano presenti anche i professori Michele Livan, direttore del dipartimento di Fisica  dell'Università di Pavia, e Valerio Vercesi, direttore della sezione di Pavia dell'INFN, l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.  <

Eleonora Salaroli


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