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 Il Ticino » Notizie » "Quale Duomo per una Chiesa in uscita?" 

"Quale Duomo per una Chiesa in uscita?"   versione testuale

L'articolo di don Ernesto Maggi, parroco della Cattedrale, pubblicato sull'ultimo numero de "il Ticino"


In questi giorni si ricorda la fondazione della nostra Cattedrale. Sono trascorsi 530 anni dalla prima pietra, sono cambiati i tempi, le condizioni di vita, le persone; ma non il significato di quest'opera che occupa il “cuore” della città. Bene ha pensato Mons. Giovanni Giudici a insistere perché i lavori di consolidamento del Duomo permettessero il suo utilizzo liturgico, nonostante il parere contrario di alcuni sacerdoti che giudicavano l'opera troppo onerosa, impedendo così che fosse chiuso il cantiere e restasse chiusa anche la Chiesa madre. La Cattedrale è il simbolo eloquente dell'unicità della Chiesa locale e della comunione con le altre Chiese; essa non può essere ridotta a luogo-santuario o a museo-monumento. Ignazio di Antiochia afferma: "Là dove c'è il Vescovo, là ci sia la comunità, allo stesso modo che là dove c'è Cristo, là c'è la Chiesa cattolica" (Agli Smirnesi 8,2). Ignazio afferma così l' "unica" Chiesa nella città, nel territorio, così come unico dovrebbe essere l'altare, il sacrificio eucaristico, il Vescovo. La Cattedrale non è simbolo di una parte o porzione della Chiesa, ma della Chiesa nella sua totalità. Per questo ben intende il Vescovo Corrado quando, pensando a un intero anno di celebrazioni per l'anniversario, mette al centro dell'attenzione il viver la Cattedrale da parte della città e della comunità cristiana. Nei tempi correnti raramente si sente e comprende il significato della Chiesa del Vescovo, fulcro della Chiesa locale. Noi preti "anziani" ricordiamo le occasioni nelle quali la Diocesi intera, laici e sacerdoti, si ritrovava in Duomo per le "quattro sere", per le annuali settimane di aggiornamento pastorale; era la Chiesa particolare nella sua totalità che si stringeva attorno al suo Vescovo per l'ascolto della Parola, il canto e la preghiera. E' un'ottima cosa che il Vescovo si renda presente nelle singole periferie; ma resta la domanda su cosa deve essere la Chiesa del Vescovo, soprattutto in questo tempo dove non è più la "cattolicità" a reggere il contesto sociale.

 

  

“In una Chiesa sinodale, cosa significa la Cattedrale?”

  

Quale Duomo per una Chiesa in uscita? In una Chiesa sinodale, cosa significa la Cattedrale? Dobbiamo un po' interrogarci sulla passività, o sulle modalità, che hanno lasciato sbiadire un simbolo di tale forza, via via snaturandolo o lasciandolo quasi senz'anima. Spesso ci lamentiamo delle poche presenze, della partecipazione relativa, delle troppe spese. Dovremmo però essere in grado di instaurare una nuova consapevolezza nel vivere la Chiesa, non come gregge di monadi parrocchiali o di gruppi, ma nel tentativo di avviare un'ecclesiologia pratica della Chiesa locale nella quale tutto il popolo di Dio presente nello stesso luogo diventa immagine della Chiesa una, santa, cattolica, apostolica, radunata nello Spirito Santo attraverso l'Eucarestia che la genera e la edifica. O la Cattedrale è simbolo eloquente dell'unicità della Chiesa locale, oppure via via si riduce a luogo-santuario, memoria del passato, museo-monumento. Molte circostanze, come la Settimana Santa, il Corpus Domini, le solennità cittadine, le ordinazioni diaconali e sacerdotali, diventano le vere occasioni per vivere integralmente il significato della Cattedrale. Tutte le chiese Cattedrali testimoniano di essere le case della comunità attraverso i secoli, luogo per eccellenza di servizio e di valori sociali, perché tanto nello "spirituale" che nel "materiale" possano scaturire valori morali, economici e politici sani. Dunque, parafrasando il motto di Leon Battista Alberti, si può auspicare che la città sia come una grande Chiesa, la Chiesa come una piccola città. Nella Cattedrale tutto parla di accoglienza, inclusione, mediazione culturale, testimonianza e missione, di presenza del Cristo Salvatore e di evangelizzazione; il mistero dell'incontro tra Dio e l'uomo diventa palpabile nei gesti, riti, forme d'arte e parole. La Chiesa qui diventa Madre e Maestra, perché sacramento dell'incontro tra la città dell'uomo e il Padre di tutti gli uomini.

 

Don Ernesto Maggi

(Parroco della Cattedrale di Pavia)


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