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Pavia, ora lo scontro è interno al Pd   versione testuale

Convocata per martedì una riunione "calda" con i consiglieri di maggioranza


Il sindaco Depaoli può dormire sonni tranquilli. Almeno sino a martedì. Tra qualche giorno, infatti, si terrà una delicatissima segreteria di partito con la maggior parte dei consiglieri presenti, alcuni saranno ancora in vacanza. Oggetto della discussione, una scelta di campo: chi sta col partito, chi col sindaco.
 
Che la spaccatura sia netta tra il primo cittadino e la sede di via Taramelli, non è una novità. Il fatto che il segretario Calabrò abbia ricordato in maniera ferma il proprio ruolo a quei consiglieri che fino a pochi giorni fa gli avevano "tirato la giacchetta" dopo l'inaspettato rimpasto, rappresenta un fatto nuovo in una telenovela estiva che sembra non avere fine. Sembra infatti che molti di loro non riconoscano ancora a pieno il vertice del partito cittadino che per diverso tempo è rimasto vacante.
 
Insomma, da un lato, presi uno per uno molti consiglieri Pd e assessori si lamentano dell'operato di Depaoli. Dall'altro, quando si trovano di fronte al primo cittadino, la maggior parte abbozza con sorrisetti di circostanza. Perchè uno stallo di questo genere? La preoccupazione di tutti quelli che martedì dovranno scegliere tra la fedeltà al Pd o al sindaco è rappresentata dalle prossime elezioni del 2019.
 
Il dubbio amletico è presto detto: seguire fedelmente il partito e mettere i bastoni tra le ruote al sindaco rischiando così di dare una visione poco unita del centrosinistra, oppure armarsi di pazienza e tirare dritti al traguardo delle elezioni comunali quando Depaoli non sarà più il candidato del Pd? Di sicuro, in regione sembrano più pragmatici e il segretario lombardo, Alessandro Alfieri, ieri a Pavia, pare abbia fatto capire al segretario cittadino e al sindaco di risolvere in fretta la situazione visto che per la tornata elettorale regionale del 2018 il Pd non si può permettere guerre intestine in città.
 
Pare che quindi fino a martedì ogni tipo di decisione sul rimpasto sia bloccata. Al momento si sussurra di un rientro di Magni al posto di Lazzari e del passaggio dell'Ecologia ad Ilaria Cristiani. Unica certezza in questa serie di riunioni infinite, è che l'unico a mantenere la barra dritta sia proprio Massimo Depaoli, non intenzionato a piegarsi ai diktat di via Taramelli e quindi "approfittare" della fase di stallo del partito. Il vero vincitore della partita potrebbe essere lui.
 
A.M.

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