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Pavia perde la Camera di Commercio, a Mantova la nuova sede   versione testuale

Roma ha dato l'ok all'accorpamento a tre con Cremona e Mantova


E alla fine, a forza di rinvii, tentennamenti e speranze (vane) di mantenere la propria autonomia, Pavia perde la sede legale della Camera di Commercio. Sino all'ultimo si era sperato di fare valere la particolarità della nostra provincia eppure il ministro Calenda ha deciso di tirare dritto e accorpare la nostra Camera a quelle di Cremona e Mantova. Parliamo del decreto 2016 sul riordino delle Camere di Commercio (da 105 a 60) per tutte quelle con meno di 75mila imprese iscritte (Pavia ne ha 58mila) che ha avviato in tutta Italia una serie di trattative territoriali al fine di creare accorpamenti tali da soddisfare le parti in causa. Per quanto riguarda la Lombardia, sono passate da 12 a 7.

Se Monza e Lodi, già per tempo, avevano scelto di accorparsi a Milano e la medesima situazione era accaduta tra Cremona e Mantova, Pavia, forte del numero di imprese maggiori rispetto alle cugine (58.068 contro le 49.750 mantovane e le 36.824 cremonesi) era rimasta l'ultima "scomoda" che la stessa Mantova sembrava non volere forse per paura di perdere la sede legale. Da aggiungere, la promessa fatta da Unioncamere Nazionale ai vertici pavesi di mantenere almeno la sede sul territorio. E invece, nulla di tutto ciò. Chiaramente da via Mentana promettono battaglia,a ma difficilmente si potrà assistere ad un cambio di rotta.

In poche parole, la maggior parte dei documenti dovranno essere siglati a Mantova (dove non passa neanche un collegamento autostradale diretto), a meno che internet non possa venire in soccorso delle tante imprese o neo imprenditori del nostro territorio. Se da un lato il presidente Franco Bosi ha sottolineato di non essere stato preso in considerazione, è giusto ricordare dall'altro lato come da troppo tempo ci si sia cullati nell'idea di rimanere autonomi senza tessere trame preventive. In Consiglio Comunale a Pavia se ne sarebbe dovuto discutere a fine marzo, ma l'ordine del giorno fu rimandato a data da destinarsi.

Se Mantova aveva storto il naso all'idea di avere "tra i piedi" Pavia, ora, provocatoriamente, con la sede legale nella propria città, sarà forse meno scontenta. In ogni caso, per riequilibrare le forze in campo rimangono da capire altre parti del decreto firmato da Calenda l'8 agosto. Ad esempio la composizione del Consiglio della nuova Camera (33 posti) e della Giunta (8). Con tutta probabilità il presidente della Camera dovrebbe essere pavese, mentre il vice di Cremona.

A.M.


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