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Cimitero di Pavia, crolla il numero delle cremazioni   versione testuale

Le agenzie di pompe funebri preferiscono rivolgersi nel vicino Piemonte


Il titolo potrebbe essere fuorviante. Non che a Pavia siano calati il numero dei decessi, purtroppo quello è il ciclo naturale delle cose. Sono però crollate vertiginosamente le domande per le cremazioni e la notizia viene direttamente dagli operatori del settore e da qualche dipendente comunale distaccato a San Giovannino che dice di non aver mai visto una situazione del genere. Il motivo? Pochi mesi fa a Pavia i due forni crematori (vecchi e malandati) dovettero subire l'ennesimo intervento di manutenzione bloccando di conseguenza l'attività di cremazione.

Le agenzie, non potendo per ovvi motivi aspettare, si sono rimboccate le maniche decidendo di portare i defunti in zone vicine dove gli impianti sono moderni e funzionano generando profitti per i gestori e gli stessi comuni. Morale della favola, la necessità è diventata nel corso delle settimane un'abitudine: Valenza Po, Piacenza, Serravalle e Biella sono diventate le nuove "mete". Soprattutto Biella dove i costi per salma si aggirano sui 505 euro (compreso il trasporto) rispetto a Pavia dove ci vogliono 560 euro nella speranza che almeno uno dei due forni funzioni. 

Nel frattempo a Palazzo Mezzabarba si continua ad attendere il verdetto per il ricorso presentato da uno dei partecipanti alla gara pubblica in merito alla futura gestione dei forni. Tre in totale i richiedenti per una esternalizzazione di durata ventennale. In ogni caso le pompe funebri, e le famiglie, non potendo aspettare i tempi della Giustizia italiana, hanno già preso le loro contromisure.

 

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