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Samantha Cristoforetti: "Spero di tornare ancora nello spazio"   versione testuale

L'astronauta italiana ha ricevuto dall'Università di Pavia la laurea honoris causa in Bioingegneria


"In questo momento in una missione spaziale internazionale è impegnato il mio collega Paolo Nespoli; tra due anni toccherà di nuovo a Luca Parmitano. Ma spero in futuro, magari all'inizio del prossimo ventennio, di avere una nuova occasione per tornare anch'io nello spazio". A dichiararlo è stata Samantha Cristoforetti, che oggi, venerdì 9 novembre, nell'Aula Magna dell'Università di Pavia, si è vista tributare dall'Ateneo pavese la laurea honoris causa in bioingegneria. La cerimonia era inserita nel programma di celebrazioni per i 50 anni della facoltà pavese di Ingegneria. 
 Dopo la consegna del diploma (nella foto il momento in cui Samantha Cristoforetti lo riceve dal rettore Fabio Rugge, ndr), la prima donna italiana ad essere andata nello spazio ha tenuto la "lectio doctoralis" dal titolo "Ricerca biomedica sulla Stazione Spaziale Internazionale". "la Stazione dove ho svolto la mia missione, durata 200 giorni - ha spiegato il capitano Cristoforetti -, si trova nell'orbita bassa, a 400 chilometri dalla crosta terrestre. Si tratta della più grande opera ingegneristica realizzata dall'umanità in tempo di pace; un'opera alla quale l'Italia ha garantito un importante contributo, fornendo anche il modulo logistico Leonardo installato nel 2011". La missione a cui ha partecipato Samantha Cristoforetti è servita a portare avanti importanti studi in cambio biomedico, a partire dagli effetti della microgravità sul corpo umano, sino a testare uno studio condotto proprio all'Università di Pavia e riguardante l'efficacia della nanoparticelle di idrossiapatite per contrastare l'osteoporosi che, oltre a condizionare la salute di tanti anziani (in particolare delle donne), può rappresentare un rischio anche per gli astronauti che restano a lungo nello spazio.
 "Come astronauti siamo al servizio della comunità scientifica internazionale - ha spiegato Samantha Cristoforetti -: siamo disponibili ad effettuare esperimenti, nei laboratori della Stazione, che diano indicazioni utili in vista di future missioni, ma forniscano anche risultati concreti da utilizzare sulla terra in campo biomedico come in altri settori".
 L'astronauta italiana ha anche parlato della possibilità di effettuare in futuro missioni in un'orbita più lontana dalla terra e vicina alla luna: "E' una prospettiva che potrà diventare concreta a partire dal 2019, anno in cui sarà pronto a partire un nuovo razzo in fase di realizzazione negli Stati Uniti".  

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