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Export pavese in timida ripresa: +3,8% nel primo semestre   versione testuale

Bene i comparti chimico, meccanico e farmaceutico. Male l'agroalimentare

Se lo scorso anno si è chiuso con il territorio pavese “maglia nera” nel settore esportazione, il primo semestre 2017 porta invece buona notizie. Certo, rispetto alle altre province lombarde e al dato nazionale, il trend è sotto la media, ma almeno si intravede una timida ripresa. Pensare che i primi tre mesi del 2016 parlavano di -9% sul territorio provinciale. Ora il segno è cambiato, grazie alla lenta ripresa italiana, e le cifre si attestano su un +3,8% per un valore di 3,3 miliardi di euro accumulati negli ultimi 12 mesi. La Lombardia è comunque lontana (7,4%) e il dato nazionale ancora di più (8%).
 
Sbaglia a chi pensa sul primo gradino del podio il settore agroalimentare. Quest’anno si è registrato un -24,5% così come nel sistema moda (-2,2%). “Questo perché – spiega il presidente di Pavia Export, Carlo Bottarelli – nel 2016 la Borgogna aveva richiesto molta uva dell’Oltrepò, una situazione anomala. Per il settore abbigliamento la questione è più complessa. Abbiamo aziende sul territorio che però producono per grandi marchi nazionali: sono però questi ultimi ad esportare. Eppure il territorio è ricco di risorse e l’interessamento di un imprenditore vietnamita ad una azienda vitivinicola dell’Oltrepò lo dimostra. I settori in forte espansione, invece, sono quello chimico, farmaceutico e metalmeccanico".
 
 
 
 

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