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Maugeri, sessioni di make up per le pazienti dell'oncologia senologica   versione testuale

Quattro appuntamenti grazie alla raccolta fondi del Rotaract Pavia


Per le 32 pazienti del reparto di oncologia dell'Irccs Maugeri di Pavia il percorso di riabilitazione dopo l'intervento chirurgico al seno non si ferma alle mere terapie. Si è deciso di andare oltre offrendo a queste donne coraggiose un aiuto psicologico molto importante teso ad evitare l'isolamento, in qualche caso la vergogna, e ad un approccio positivo davanti allo specchio. Parliamo dell'iniziativa "Un trucco per sentirsi meglio", portata avanti dal Distretto Rotaract Lombardia Sud (Cremona, Lodi, Mantova, Piacenza e Brescia).
Nello specifico pochi giorni fa grazie ad un evento in piazza Ducale a Vigevano, i ragazzi del distretto pavese sono riusciti a raccogliere fondi il cui ricavato è servito a regalare alle pazienti un cofanetto con prodotti cosmetici e ad attivare le sapienti mani del truccatore Marco Armenise che nelle giornate del 17,18, 24 e 25 maggio truccherà 32 donne attraverso l’utilizzo di prodotti del tutto naturali evitando così di interferire sulla cute con sostanze chimiche. Ha spiegato la presidente del Rotaract Pavia, Cristina Braschi, presente insieme a Marisa Cappa (delegata del distretto) e Mattia Vita, presidente del Rotaract Abbiategrasso: “Un progetto già sperimentato con ottimi risultati a Brescia che è stata la città capofila. Abbiamo pensato potesse essere un aiuto soprattutto di tipo psicologico per le pazienti e l’adesione all’iniziativa rappresenta la miglior risposta”.
Il medico radiologo Laura Madonia, membro del Rotary Ticinum, ha costituito il legame fondamentale con l’Irccs Maugeri, nello specifico con il reparto di oncologia diretto dal professor Antonio Bernardo. “La Maugeri – ha raccontato Bernardo – è stato il primo istituto pavese ad occuparsi di oncologia. Rendere meno difficili certi momenti alle pazienti fa parte del nostro compito, tanto che ognuna di loro ha i nostri cellulari; confrontandomi con i colleghi in tutta Italia posso affermare che siamo uno dei pochi casi isolati. Il trucco si affianca ad una pratica già in utilizzo per contrastare l’alopecia, derivante dalla chemioterapia, mediante l’utilizzo di parrucche. Parliamo chiaramente di prodotti di alto livello che devono adattarsi al gusto della paziente. È proprio questo il concetto principale: la degente deve potersi guardare allo specchio e riconoscere la sua parte più bella. È un meccanismo che ne innesca di altri positivi dal punto di vista psicologico”.
A.M.

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