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 Il Ticino » Notizie » La Sacra Scrittura di domenica 10 giugno 

La Sacra Scrittura di domenica 10 giugno   versione testuale

Il commento di don Michele Mosa. "Dove sei?"


La domanda delle domande: forse la più inquietante. E non sto pensando alle risposte. Che peraltro hanno fatto versare fiumi di inchiostro e hanno sommerso l’umanità in fiumi di parole. Se uno si guarda allo specchio scopre di essere Adamo: fragile, debole anzi ribelle e inadempiente. Scopre di non saper rispettare patti e promesse. Di essere, in una parola, peccatore. E si nasconde: il giudizio potrebbe travolgerci come un fiume in piena. Seppellirci sotto le macerie di un devastante uragano: se Dio fosse uno di noi. Se alle offese e alle infrazioni reagisse come noi. Ma è Dio, non uomo. Se mi (ti) nascondi, lui ti cerca. Non sa stare senza di me (te). Ecco dove – secondo me – la domanda diventa sconvolgente. Sconcertante. Quasi minacciosa. Perché non stana – o non solo – me (te) stesso dal nascondiglio, dalla siepe dove ti sei nascosto ma fa crollare le mie idee su Dio: non sono più io a cercare lui ma lui che sta cercando me. In una parola complicata: la teodicea non ha più senso, è neutralizzata dal Dio biblico, soprattutto dal Verbo fatto carne. E se c’è ancora un piccolo spazio per Zaccheo che si arrampica per vedere Gesù, tutto poi racconta del pastore che cerca la pecora smarrita, del padre che accoglie, della festa di nozze aperta ai mendicanti e alle prostitute (che ci passeranno avanti nel Regno di Dio. alla faccia del nostro perbenismo e del nostro moralismo da quattro soldi). Lasciatemi allora cantare con le parole di Angelo Casati: “E non sarà l’abisso / della mia lontananza / a sfiorare il tuo manto, Signore? Dal profondo ho toccato / tremando / la tua tenerezza. Di questo / e null’altro / essere memoria / vivente / sulla terra”.

 

Don Michele Mosa 


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