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Picchia la figlia perchè non vuole rispettare i precetti della religione islamica   versione testuale

Pavia: allontanato da casa, per maltrattamenti, cittadino egiziano


Ancora un caso di violenze domestiche ai danni di una minorenne a Pavia perché si rifiutava di seguire i precetti della religione islamica imposti dalla famiglia.
La Squadra Mobile della Questura di Pavia ha disposto, nella mattinata di giovedì 2 agosto, l'allontanamento dalla propria abitazione di un uomo di origini egiziane, residente in città: stando alla ricostruzione delle forze dell'ordine, l'uomo picchiava la ragazzina almeno tre volte alla settimana da quando aveva 5 anni e, soprattutto in questi ultimi mesi, anche quotidianamente. Calci, schiaffi, pugni e in certe occasioni anche colpi di cinghia: la violenza del padre si manifestava in tutte le occasioni in cui, secondo l'uomo, la figlia non rispettava l'usanza di coprirsi parzialmente il volto con il velo, oppure si comportava in maniera ritenuta “occidentale” chattando con gli amici sul telefonino, non rispettando il precetto delle preghiere quotidiane o non portando a termine i compiti che le erano stati assegnati in famiglia, come la pulizia o la cura della sorellina minore (7 anni, anche lei spesso oggetto di punizioni fisiche). La situazione di violenza era emersa circa un mese fa, agli inizi di luglio, quando la stessa vittima aveva deciso di chiamare il Telefono Azzurro e segnalare la propria condizione dopo che il padre l'aveva minacciata di lasciarla in Egitto e di non permetterle più il rientro in Italia. Alla ragazzina non era consentito, stando alle sue parole raccolte dagli agenti della Questura, frequentare coetanei, telefonare ad amici e compagni di scuola, passare del tempo al campo estivo e togliersi il velo; una condizione percepita dalla dodicenne con insofferenza crescente e con reazioni non gradite dal padre. Dopo l'ascolto da parte degli investigatori di alcuni testimoni (tra cui la madre, mai intervenuta a difesa delle figlie e una vicina di casa che ha riferito di urla quasi quotidiane), la dodicenne è stata accompagnata in una comunità e il padre è stato allontanato dall'abitazione di famiglia.

Simona Rapparelli

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