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Tentato omicidio, quattro arresti in Lomellina   versione testuale

In carcere perchè accusati di una "spedizione punitiva" a Confienza


Sono ancora in corso le perquisizioni, avviate all'alba di oggi, mercoledì 6 febbraio, da parte dei carabinieri della Compagnia di Vigevano per ricostruire una complessa vicenda culminata con il brutale pestaggio di un uomo di 49 anni avvenuto a Confienza (Pavia) il 20 settembre del 2018. Nel corso delle operazioni sono state arrestate stamani 4 persone ed è stata denunciata in stato di libertà una donna, madre di uno degli arrestati: i fermati, tutti di origine italiana e di età compresa tra i 30 e i 40 anni, sono accusati di tentato omicidio pluriaggravato in concorso e porto abusivo di armi. La perquisizione odierna ha portato al ritrovamento di un pistola detenuta illegalmente, di varie munizioni, di somme di denaro in piccolo taglio, di 50 grammi di cocaina e di 15 grammi di marijuana; inoltre, nell'abitazione di uno degli arrestati è stata rinvenuta una immagine della Madonna della Montagna di Polsi, a cui la 'ndrangheta è particolarmente legata. Al momento le indagini sono di competenza della Procura di Pavia.
"Le attività investigative sono partite subito dopo la spedizione punitiva avvenuta nel mese di settembre - ha chiarito il maggiore Emanuele Barbieri, comandante della Compagnia carabinieri di Vigevano, a destra nella foto accanto al colonnello Salvatore Malvaso -: l'intento degli arrestati era stato quello di zittire la vittima, ritenuta un 'infame' perché sospettato di aver rilasciato dichiarazioni alle forze dell'ordine su alcuni illeciti commessi con i quattro arrestati. Per questo motivo, in cinque (quattro uomini e una donna di 58 anni) si sono recati armati di pistola a casa del 49enne e lo hanno massacrato con una mazza da baseball e con lo scopo di ucciderlo con un colpo di pistola. Prima che gli aggressori sparassero, la madre di uno di loro, poi denunciata, è intervenuta bloccandoli ed evitando l'omicidio. Il 49enne era stato soccorso e portato all'ospedale di Cremona in codice rosso con una prognosi successiva di 40 giorni e con lesioni gravissime; era stato anche piantonato durante i giorni in ospedale perché i suoi aggressori si erano resi irreperibili e il timore era che potessero scovarlo e ucciderlo".  
Gli arrestati, tutti italiani e ben radicati sul territorio lomellino nonostante le origini piemontesi e calabresi, erano riusciti negli ultimi anni ad ingenerare nelle persone residenti a Confienza e nelle zone limitrofe un clima omertoso e di paura e insicurezza che facilitava le attività illegali: "Abbiamo agito con tecniche investigative tradizionali - ha sottolineato il maggiore Barbieri -: le attività sono state complesse e abbiamo dovuto ricorrere a pedinamenti e telecamere per trovare i colpevoli. Abbiamo agito anche per dimostrare alla popolazione residente che le forze dell'ordine sono sempre presenti e che il paese è tutelato e sotto controllo grazie al nostro lavoro".

Simona Rapparelli

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