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8 marzo: l'impegno di Ats Pavia in favore delle donne   versione testuale

Le iniziative in programma nel 2019


ATS Pavia è impegnata a 360 gradi nel sostenere iniziative ed azioni in vari settori a favore delle donne. Nella giornata dell' 8 marzo, Festa della donna, l’ATS vuole dare evidenza alle attività più significative attivate in collaborazione con Regione Lombardia, i Comuni, la Provincia, le ASST e altri Enti sanitari e sociosanitari, la Prefettura, le Forze dell’ordine, gli Enti profit e no profit, i sindacati, quali:

 

la Rete Interistituzionale Territoriale Antiviolenza, attualmente composta da 32 Enti di cui il Comune di Pavia è il capofila, e a cui l’ATS di Pavia partecipa attivamente, finalizzata a prevenire e contrastare ogni forma di violenza contro le donne, supportandole nelle loro scelte coraggiose e nel difficile percorso di reinserimento socio-lavorativo, abitativo e di costruzione di una propria autonomia. Nel corso del 2018, con finanziamenti di Regione Lombardia, tramite bandi attivati e  gestiti da ATS, si è conclusa la ristrutturazione della nuova sede del Centro Antiviolenza di Pavia, gestito dalla Coop. Liberamente, e sono state supportate le attività di due nuovi centri antiviolenza: Associazione C.H.I.A.R.A. Onlus di Voghera e  KORE cooperativa sociale Onlus di Vigevano. La priorità del lavoro della rete è quella di collocare la donna al centro degli interventi e delle azioni e a tal fine i centri antiviolenza garantiscono GRATUITAMENTE su tutto il territorio reperibilità h24, accoglienza, assistenza psicologica, assistenza legale, assistenza sociale, supporto ai minori vittime di violenza assistita, laboratori di genere, orientamento al lavoro. Nel 2017 sono state accolte su tutto il territorio provinciale 552 donne, mentre nei soli primi sei mesi del 2018 sono state accolte 315 donne (di cui il 65% donne italiane). Inoltre, in attuazione di bandi regionali, grazie ad un intenso lavoro tra l’ATS e i Comuni di Pavia e di Vigevano, si stanno completando sei alloggi, di cui tre case rifugio ad indirizzo non segreto e tre case per la semi autonomia, che garantiranno alle donne vittima di violenza, ed eventualmente ai loro figli, un accoglienza abitativa, che seppur temporanea, è elemento fondamentale e imprescindibile per l’inizio di una nuova vita libera dalla violenza;

 -  la rete di Conciliazione Famiglia-Lavoro, di cui ATS è Ente capofila, e di cui fanno parte 88 soggetti, pubblici e privati, che con proprie risorse e con il finanziamento di Regione Lombardia realizzano proposte progettuali a favore di cittadini e enti profit e non profit della provincia con esigenze di conciliazione vita – lavoro. Attualmente sono sei i progetti attivati dalle Alleanze Locali finalizzate a  promuovere servizi quali: l’erogazione di incentivi alle famiglie con figli di età compresa tra 4 e 14 anni per l’accesso a servizi nei periodi di chiusura delle attività scolastiche, l’attivazione di pedibus, servizi di assistenza domiciliare di emergenza e/o di trasporto per visite ed esami verso strutture sanitarie a favore di anziani e disabili, servizio di baby-sitter o tata di emergenza, smart working, interventi di safe & care o time saving a favore di dipendenti delle aziende. L’ATS sta programmando per i prossimi mesi azioni di formazione, accompagnamento e supporto per micro, piccole e medie imprese, aziende di cura pubbliche o private sulle tematiche relative alla conciliazione famiglia – lavoro;

 - l’erogazione di contributi economici per l’abbattimento del canone annuo di locazione a favore di coniugi separati o divorziati, in particolare con figli minori. Il contributo economico viene concesso previa verifica da parte di ATS dei requisiti di ammissione, ed è pari al 30% dell’ammontare del canone annuo di locazione. I genitori separati o divorziati che si trovano a vivere una condizione di grave fragilità sociale dovuta alla separazione dal proprio coniuge possono beneficiare di un contributo economico annuo finalizzato alla realizzazione di un progetto personalizzato di accompagnamento e inclusione sociale che deve essere condiviso e sottoscritto con l’ATS. Dal mese di giugno 2018 (data avvio del bando regionale) sono state finanziate 45 richieste, di cui 32 di donne separate/divorziate con figli minori;

 - la condivisione del Manifesto per la promozione e la tutela della salute della donna promosso dal Ministero per la Salute: la riduzione dell’autonomia, la sofferenza, la disabilità impongono di mettere in campo azioni specifiche per il mantenimento della salute delle donne, prime fra tutte le iniziative per lo screening e diagnosi precoce delle patologie oncologiche prevenibili, cioè il tumore della mammella, del colon retto e della cervice uterina. Nel corso del 2018 sono state invitate a sottoporsi a esame mammografico 27.616 donne per la prevenzione del tumore della mammella, circa 27.000 donne per la prevenzione del tumore del colon retto e 32.338 donne per la prevenzione del tumore della cervice uterina;

 

Le iniziative previste nel 2019

 

-  Nel corso del 2019 verranno implementate e rafforzate maggiormente le azioni per tutelare e migliorare la qualità della vita delle donne del territorio pavese, in particolare:

-       verrà valorizzato e rafforzato il ruolo dei consultori all’interno della rete materno infantile per rispondere in modo appropriato ai nuovi bisogni del sistema famigliare in trasformazione. Verrà inoltre incentivato il ruolo dei consultori all’interno della rete antiviolenza per offrire alle donne che accedono ai servizi tutte le informazioni relative agli interventi di prevenzione e contrasto alla violenza sulle donna;

-        verrà sostenuta maggiormente la donna con compiti di cura elevati all’interno della famiglia per accudimenti di figli, genitori anziani o familiari disabili, in particolare se dipendenti di strutture sanitarie residenziali e semiresidenziali, in quanto la loro condizione di vita viene ulteriormente aggravata dai turni lavorativi;

-        verranno promosse specifiche iniziative per incrementare significativamente le adesioni agli inviti per la diagnosi precoce delle patologie oncologiche prevedibili, attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori interessati, in primo luogo i Medici di Assistenza Primaria e l’attivazione di iniziative di comunicazione finalizzate alla sensibilizzazione sul tema della prevenzione che interessi tutte le fasi della vita, dalla nascita alla senescenza, coinvolgendo il contesto sociale nel quale viviamo: è indispensabile ascoltare, capire i bisogni, confrontarsi, agire insieme ed informare correttamente le donne rendendole consapevoli delle opportunità di prevenzione e di miglioramento per la loro salute.


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