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Romano Prodi ed Enrico Letta, confronto sull'Europa al Collegio Borromeo di Pavia   versione testuale

Per i due ex premier "se la Ue sarà divisa, verrà schiacciata da Usa, Cina e India"


"In questi ultimi anni lo spirito dell'Europa si è bloccato. Le grandi decisioni, quelle che danno un senso alla politica, non sono state più prese dall'Unione Europea ma dalla Banca Centrale Europea". Lo ha dichiarato Romano Prodi, partecipando giovedì 11 aprile al Collegio Borromeo di Pavia a un confronto sull'Europa con Enrico Letta (entrambi sono stati Presidenti del Consiglio).  "Per essere creduta, l'Europa deve fare grandi scelte, come sono state quelle della moneta unica o dell'allargamento della Ue, pur criticate - ha dichiarato Prodi -. Di fronte a colossi come gli Stati Uniti e la Cina, ma anche davanti al caso della Brexit, o ci mettiamo davvero insieme come Ue o siamo finiti". Enrico Letta ha sostenuto che "se i 28 Paesi della Ue affronteranno divisi le questioni cruciali per il futuro, come l'ambiente,  l'evoluzione tecnologica e il rispetto della privacy, finiranno per farsi imporre le volontà da potenze come Stati Uniti, Cina e India. Non voglio vivere in una colonia cinese o americana: voglio vivere in Italia e in Europa".  "Nel 1966, l'anno in cui sono nato, 21 persone su 100 al mondo erano europee - ha spiegato Letta -. Nel 2050, l’anno in cui i miei figli avranno l’età che ho io adesso, gli europei nel mondo saranno 6 su 100. Il pianeta sarà abitato soprattutto da africani, che rappresenteranno il 21 per cento della popolazione mondiale, mentre nel 1966 erano il 6 per cento".  (A.Re.)

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