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 Il Ticino » Notizie » "Le Sante Spine 

"Le Sante Spine: un dono per il volto della nostra città"   versione testuale

L'editoriale del Vescovo Corrado Sanguineti su "il Ticino" di venerdì 7 giugno


Il lunedì dopo Pentecoste, secondo una tradizione secolare, celebriamo la festa delle Sante Spine, custodite in un prezioso reliquiario in Duomo, che sono portate in processione per le vie del centro di Pavia: è un gesto antico che occorre custodire e trasmettere ai nostri figli e nipoti, non solo perché fa parte della nostra storia e della tradizione della nostra Chiesa, ma anche perché è un segno di un’identità, oggi spesso offuscata o nascosta nel tessuto della vita cittadina, eppure ancora presente, come brace sotto la cenere. Come vescovo di questa bella città, che riposa sulle rive del nostro Ticino, da poco più di tre anni sono entrato in rapporto con la Chiesa che mi è stata affidata e con realtà e persone che costituiscono la ricchezza più vera di Pavia, e accanto alla presenza d’ispirazioni ideali differenti da quella cristiana, che appartengono alla storia della nostra terra, è altrettanto innegabile che esiste e persiste una memoria cristiana diffusa, che vi sono ancora comunità che cercano di vivere e testimoniare la fede; non mancano genitori, anche giovani, famiglie intere, professionisti competenti, rappresentanti del mondo universitario, culturale e sanitario, o del mondo sociale ed economico, che vivono la propria identità di credenti, senza nessuna arroganza, e vogliono dare il loro contributo al bene comune, alla crescita della nostra città; infine, Pavia è ricca di associazioni e gruppi di volontariato d’impronta cristiana - accanto a forme di volontariato laiche altrettanto serie e significative - che spesso nascono dalle nostre parrocchie, dai movimenti ecclesiali, dalle varie aggregazioni laicali cattoliche. Viviamo certamente in una società plurale e, sotto certi aspetti, multiculturale, e tuttavia c’è come un “sottofondo” quasi naturaliter cristiano che appartiene all’anima del nostro popolo, e ci sono momenti e gesti che aiutano a rendere manifesto questo “tesoro nascosto nel campo” della nostra città. Mi ha colpito molto la processione della Madonna della Stella, che è la festa di Borgo Ticino, ma coinvolge tanti pavesi: sabato scorso, mentre ero sul “barcé” che portava la statua di Maria, scortato da varie imbarcazioni a festa, con i loro rematori, guardavo la folla in processione con i flambeaux, in canto e in preghiera, e le numerose persone assiepate sul ponte Monumentale, e nella zona dove poi siamo sbarcati per l’ultimo tratto a piedi. Nel cammino verso la chiesa, la folla dei fedeli è andata crescendo, e si rendeva manifesta l’esistenza di un popolo, a volte un po’ nascosto e disperso nella vita di ogni giorno, eppure ancora disponibile a raccogliersi intorno alla Madre, in un gesto semplice e antico di affidamento.

 

  

Gesti che aiutano a non perdere l’anima della nostra storia

  

Pensavo: come sarebbe più povera la nostra città senza gesti di memoria come questi, come la festa della Madonna della Stella, o altre feste mariane che mantengono un profilo popolare nelle varie comunità (S. Maria di Caravaggio, la Madonna delle Grazie nella chiesa custodita dai salesiani). Come sarebbe più povera Pavia senza la festa di San Siro, suo patrono, e la festa delle Sante Spine! Ritrovarsi insieme, come credenti e come pavesi, alla processione delle Sante Spine, passare in Duomo nei giorni in cui le venerande reliquie sono esposte per una preghiera, sono gesti che ci aiutano a non perdere il senso e l’anima della nostra storia e della nostra città, in questi mesi segnati da non pochi cambiamenti a livello d’istituzioni civili, culturali e amministrative. Ecco perché rivolgo un invito cordiale a tutti i pavesi a essere presenti alla processione delle Sante Spine, a riconoscersi così parte di una storia comune, pur nella differenza di posizioni ideali. In particolare chiedo a tutti i parroci della città di proporre con forza e convinzione la partecipazione a questa festa della città, invitando i fedeli a riscoprire il dono di questo segno dell’amore di Cristo, il Signore umiliato e sofferente che assume su di sé il dolore degli uomini e li libera dall’oscurità del peccato e della morte. Invito i genitori e i nonni a portare i loro bambini a vedere le Sante Spine, a riscoprirne la storia, a pregare condividendo il gesto della processione, il lunedì sera dopo la domenica di Pentecoste. Non per contarci o fare vedere che siamo in tanti, ma per non perdere un segno bello e vivo del volto cristiano di Pavia, e per imparare da Cristo coronato di spine e crocifisso a servire ogni uomo, ad allargare gli spazi del nostro cuore, per una città sempre più ospitale e accogliente, attenta alla vita in tutte le sue povertà e fragilità, desiderosa di custodire la sua bellezza e le sue più autentiche ricchezze di umanità, di cultura, di vita buona.

 

     Mons. Corrado Sanguineti  (Vescovo di Pavia)


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